Costruita a partire dal 1087 per custodire le reliquie di San Nicola portate da Myra, è il modello di tutto il romanico pugliese: facciata a salienti, due torri asimmetriche e un interno a tre navate con il soffitto a cassettoni seicentesco. La cripta è meta di pellegrinaggio anche per i fedeli ortodossi, cosa rara in una chiesa cattolica.
Il consiglio: Scendi in cripta e osserva i capitelli: sono tutti diversi fra loro, molti reimpiegati da edifici romani più antichi.
Il nucleo medievale è un dedalo di vicoli stretto fra il porto vecchio e il mare. In strada Arco Basso, la cosiddetta strada delle orecchiette, le donne del quartiere preparano la pasta fresca davanti casa: è diventata una delle immagini più note della città.
Il consiglio: Vai la mattina presto: è quando il quartiere lavora davvero, prima che arrivino i gruppi.
Più austera della Basilica di San Nicola ma non meno importante: è la cattedrale vera della città. Notevoli il rosone della facciata, con le figure scolpite attorno, e la trulla, l'insolito battistero a pianta circolare sul fianco.
Il consiglio: Nel solstizio d'estate la luce del rosone proietta sul pavimento una figura che coincide esattamente con il rosone in pietra: un allineamento voluto.
Costruito negli anni Trenta, è uno dei lungomari più lunghi d'Italia, fiancheggiato da palazzi razionalisti monumentali. Al tramonto è il luogo dove la città si ritrova.
Il consiglio: Percorrilo verso sud fino a Pane e Pomodoro: la luce di fine giornata sul fronte dei palazzi è la fotografia migliore.
Fondato dai Normanni nel XII secolo e rimaneggiato da Federico II, poi ampliato in età aragonese con i bastioni. Oggi ospita mostre e la gipsoteca con i calchi dei portali romanici pugliesi.
Il consiglio: La gipsoteca è il modo più rapido per capire il romanico pugliese: hai davanti, ravvicinati, i dettagli di portali sparsi in tutta la regione.
Disegnato a scacchiera all'inizio dell'Ottocento su volere di Gioacchino Murat, è il centro moderno della città. Via Sparano, pedonale, è l'asse dello shopping; attorno, palazzi liberty e caffè storici.
Il consiglio: Alza lo sguardo sopra le vetrine: i piani alti conservano decorazioni liberty che dal marciapiede non si notano.
Inaugurato nel 1903, quarto teatro italiano per dimensioni. Distrutto da un incendio nel 1991, è stato riaperto nel 2009 dopo una lunga ricostruzione. Si può visitare anche fuori dagli spettacoli.
Il consiglio: Se ci sono repliche in programma, il biglietto per una prova aperta costa poco e ti fa vedere la sala in funzione.
Costruito su palafitte sul mare per aggirare un vincolo che dava al Petruzzelli l'esclusiva sugli spettacoli in terraferma. Oggi è spazio espositivo. Accanto, piazza del Ferrarese e la Muraglia, il camminamento sulle antiche mura.
Il consiglio: Dalla Muraglia si vede insieme il porto vecchio, il borgo antico e il mare aperto: è il punto di orientamento migliore della città.
La spiaggia urbana di Bari, sabbiosa e libera, raggiungibile a piedi dal lungomare. Il nome viene dal pasto essenziale che i baresi portavano quando ci passavano la giornata.
Il consiglio: In primavera e a settembre è molto più vivibile che nei fine settimana di agosto.
Ricavato in un ex monastero sul mare, racconta la storia dell'insediamento barese dalla preistoria all'età romana, con gli scavi visibili sotto il pavimento.
Il consiglio: La posizione, affacciata direttamente sul mare, vale la visita anche solo per la vista dalle finestre.
Il molo che protegge il porto si allunga per oltre un chilometro fino al faro. È la passeggiata dei baresi la domenica, con la città vista da fuori.
Il consiglio: Portati qualcosa di coperto: sul molo il vento c'è quasi sempre, anche quando in città non si sente.
Frazione costiera a sud della città, con il porticciolo, la torre cinquecentesca e la scogliera. Qui si viene soprattutto per mangiare pesce guardando il mare.
Il consiglio: Si raggiunge in treno dalla stazione centrale in un quarto d'ora: non serve l'auto.